La Pronuncia ©

Solitamente per un italiano l’apprendimento della lingua inglese, almeno inizialmente, risulta piuttosto difficile, non solo per l’ampio ed elaborato lessico, o per la grammatica e la sintassi che rendono la costruzione della frase così diversa da quella italiana, ma anche e soprattutto per la grande complessità della sua pronuncia. Una complessità talmente grande, da rendere difficilissimo riuscire a schematizzare la pronuncia della lingua inglese in rigide regole, obbligando i dizionari a riportare, oltre alla traduzione, la trascrizione fonetica dei vocaboli.

L’alfabeto fonetico internazionale è composto da dodici suoni vocalici, otto dittonghi e venticinque suoni consonantici che vengono trascritti usando diversi simboli grafici, ma è molto difficile riuscire ad associare questi simboli al loro relativo suono.

Per questa ragione, nella sezione Vocabulary, accanto alla traduzione del vocabolo, non ho riportato la trascrizione dell’alfabeto fonetico, ma ho cercato di riscrivere la parola, come la scriveremmo in italiano, sentendola pronunciare, anche se è piuttosto difficile riuscire a rendere graficamente tutti i suoni della lingua inglese, perché alcuni di questi suoni non esistono nella lingua italiana, come la “h” aspirata o il “th”.

L’errata pronuncia e persino l’errata durata di alcuni suoni, può portare a fraintendimenti. A questo proposito un classico esempio sono le parole: ship  e sheep. La prima, che significa “nave”, si pronuncia: “scip”, e qui la “i” ha suono breve. La seconda parola, che significa “pecora”, si pronuncia: “sciip”, e qui la “i” ha suono prolungato.

La complessità della pronuncia è amplificata dal fatto che la lingua inglese, parlata da centinaia di milioni di persone, sparse in tutto il globo, come lingua madre o come lingua ufficiale di vari paesi, si è diversificata in numerose varietà. Così oltre all’inglese britannico ufficiale esistono l’inglese scozzese o irlandese, l’inglese americano, australiano, canadese, neozelandese, caraibico, ecc.

L’elenco dei suoni inglesi qui proposti si riferisce all’inglese britannico.

 Per facilitare l’approccio alla lingua inglese parlata, ho pensato di proporre prima di tutto un elenco di nomi propri o nomi geografici e di nomi comuni anglosassoni molto noti, o usati ormai comunemente nella lingua italiana. Credo che questi nomi possano essere un esempio e un valido aiuto per cercare di capire come si debbano pronunciare le lettere e le sillabe in inglese:

Beatles,  Bee Gees,  Rolling Stones,  Charlie Chaplin,   Sherlock Holmes,  London,  Trafalgar Square,  Soho,  Covent Garden,  New York,  Brodway,  Wall Street,  Brooklin,  Hyde Park,  Central Park,  Ohio,  Michigan, Far West, Massachusetts,  Cambridge,  Golden Bridge,       Empire State Building,  Twin Towers,  Washington,  White House,  Miami,  sky,  yes,  love,  jeans,  robot,  toy,  self service,  outlet,  club,  football cup,  championship,  goal,  football league,  baseball,  beach volley,  rugby,  basketball,  tennis,  fitness,  jazz,  rock and roll,   spiritual,  star,  stop,   guardrail,  airbag,  weekend,  Black Friday,  computer,  file,  data base,  mouse,  e-mail,  internet,  social network,  facebook,  twitter,  apple,  whisky,  ketchup,  cocktail,  fast food,  take away,  artificial intelligence,  shopping,  body,  body-guard,  baby,  baby-sitter,  runner, relax,  western,  boy,  cowboy, jaguar, Rolls Royce.                             

Inoltre ho cercato di elaborare un elenco dei suoni inglesi più frequenti, ricordando comunque che vi sono molte eccezioni.

  • La “h” è solitamente aspirata (come in Toscana), es.: (casa/abitazione) house (pronuncia: haus).
  •  Ma la “h” è muta in heir (erede), hour (ora) honour (onore), honest (onesto) e nei loro derivati.
  • “th” si pronuncia portando la punta della lingua tra i denti in alto.
  •  Il suono che ne risulta è simile a “v” in alcune parole, come ad esempio in: (il/lo/la/i/gli/le) the (pronuncia: ve), (quello/a) that (pronuncia: vet), (loro/essi/e) they (pronuncia: vey), (lì/là) there (pronuncia: ve(r)), (questo/a) this (pronuncia: vei) .
  •  Mentre la pronuncia di “th”è simile a “f” in altre parole, come ad esempoi in: (tre) three (pronuncia: frii), (grazie) thank you (pronuncia: fenkiu), (assetato) thirsty (pronuncia: forsti).
  • La “t” può essere pronunciata come in italiano, es: (cima) top (pronuncia: top).
  • Ma la “t” seguita da dittongo si pronuncia “sci”, es.: (nazione) nation (pronuncia: neiscion), (paziente) patient (pronuncia: peiscient).
  • La “r” è quasi sempre muta o pronunciata tenendo la lingua ruotata indietro, es.: (correre) run (pronuncia: ran), (corridore/podista) runner (pronuncia: rane(r)).
  • La “c” ha suono duro e si pronuncia “k” davanti a “a”, “o” e “u” (come in italiano), es.: (telefonata/grido) call (pronuncia: koll), (paese/nazione/campagna) country (pronuncia: kantry), (colpevole) culpable (pronuncia: kalpabl).
  •  Ma la “c” seguita da “i”, “e”, “y” si pronuncia “s”, es.: cinema (pronuncia: sinema), (città) city (pronuncia.siti), (celebrità) celebrity (pronuncia: celebreti), cilindro) cylinder (pronuncia: silinda(r)).
  • Però se è seguita da dittongo, la “c” si pronuncia “sc” con suono dolce (come nello italiano “sci”, es.: (oceano) ocean (pronuncia: oscian).

                  “Ch” si pronuncia “c” dolce, così come viene pronunciata in italiano la “c” seguita da “i” o    da “e” (es.: in cielo), o per pronunciare il nome Charlie Chaplin, es.: (cioccolato) chocolate  (pronuncia: ciocoleit), (patatina) chip (pronuncia: cip).

  • La “g” viene solitamente pronunciata con suono duro (così come viene pronunciata in italiano in “ghianda”, es.: (gruppo/banda) gang (pronuncia: gheng), (regalo) gift (pronuncia: ghift), (prendere/ottenere) get (pronuncia: ghet), (dare) give (pronuncia: ghiv).
  • Ma la “g” seguita da: “e”, “i”, “y”, può anche avere un suono dolce, es.: gin (pronuncia: gin), (gentile) gentle (pronuncia.: gentl), (zingaro) gipsy (pronuncia: gipsi).
  • “gh” non viene pronunciato quasi mai, es.: (fantasma) ghost (pronuncia: gost).
  • “gl” è pronunciato come in italiano, es.: (lieto) glad (pronuncia.: gled), (fascino/seduzione) glamour (pronuncia: glemo(r)).
  • “gn” si pronuncia come se le lettere fossero separate. La”g” ha suono duro, come quando in italiano è seguita dalla “h”, o non viene pronunciata, es.: (gnomo) gnome (pronuncia: noum).
  • “gua” si pronuncia “ga”, es.: (tutore/guardiano/custode) guardian (pronuncia: gardian).
  • La “j” è pronunciata solitamente “g” dolce (come se in italiano fosse seguita dalla “e”) es.: (marmellata) jam (pronuncia: giem).
  • La “k” solitamente è pronunciata con suono duro (come in italiano “ch”, per es.: in “chiesa”), es.: ketchup (nome della famosa salsa piccante).
  •  Ma se la “k” è seguita dalla “n”, è sempre muta, es.: knife (coltello).
  • La “s” può essere pronunciata come in italiano nella parola “sala”, es.: (vendita) sale (pronuncia: seil).
  •  Ma la “s” tra due vocali e alla fine della parola può avere suono aspro, es.: (occupato/impegnato) busy (pronuncia bizi).
  • Mentre in “si” e “su”, la “s” solitamente si pronuncia come la “g” nella parola “melange”, es.: (visione) vision (pronuncia: vigion).
  • “sch” si pronuncia “sk”, es.: (scuola) school (pronuncia: skul).
  • “sh” si pronuncia “sc” dolce come se in italiano poi ci fosse una “e”, o una “i”, (come nella parola italiana “sci”), es.. (sceriffo) sheriff (pronuncia: scerif), (nave) ship (pronuncia: scip), (compere) shopping (scopin), (spettacolo) show (pronuncia: scou).
  • La “x” viene pronunciata come una “k” seguita da una “s”, es.: (sei) six (pronuncia: siks).
  • Le consonanti: “b”, “d”, “f”, “l”, “m”, “n”, “p”, “v” si pronunciano come in italiano.
  • Ma “ph” si pronuncia “f”, es. photograph (fotografia), photo (foto).
  • All’interno di una parola, “sure” viene pronunciato “gia”, la “g” è dolce e prolungata come in francese, es.: (piacere) pleasure (pronuncia: plegiar).
  • “tune” solitamente si pronuncia “ciu”, e.: (fortuna) fortune (pronuncia: forciun).
  • La “z” si legge come in italiano, (zebra) zebra (pronuncia: zibre), (cerniera) zip (pronuncia: zip).
  • La “w” solitamente non viene pronununciata se è seguita dalla lettera “r”, es.: (scrivere) write (pronuncia: rait.)
  • Altrimenti la “w” viene pronunciata “u”, es.: (bianco) white (pronuncia: uait), settimana (week) (pronuncia: uik).
  • La “y” solitamente si pronuncia “i”, es.: boy (ragazzo).
  • La pronuncia delle vocali è ancora più complessa.

Anche in inglese ci sono cinque vocali: A, E, I, O, U, ma la loro diversa combinazione, nell’inglese britannico ufficiale, dà luogo ad almeno quindici suoni vocalici diversi, che possono aumentare sino a ventisette in alcune forme dialettali.

  • Nelle sillabe aperte le vocali sulle quali cade l’accento tonico solitamente sono pronunciate come nell’alfabeto inglese.
  • Al contrario le vocali sulle quali cade l’accento tonico, sono pronunciate con suono breve, se si trovano in sillaba chiusa.
  •  La “a” si pronuncia “ei”, es. in: (faccia) face (pronuncia: feis), (tavolo) table (pronuncia: teibl), (piatto) plate (pronuncia: pleit).
  • Ma la “a” si pronuncia “e”, es. in: (gatto) cat (pronuncia: ket), (berretto) cap  (pronuncia: kep), (pipistrello) bat (pronuncia: bet), (ventaglio) fan (pronuncia: fen).
  • Però la “a” si pronuncia anche “a” come in italiano, es. in: (passato/scorso) past (pronuncia: past).
  • La “e” non viene quasi mai pronunciata, se si trova a fine parola, es.: (amore) love (pronuncia: lav).
  •  Ma la “e” si pronuncia “i”, es. in: (essere) be (pronuncia: bi), (me) me (pronuncia: mi).
  • Però la “e” si pronuncia anche “e” con suono aperto, es. in: (rosso) red (pronuncia: red), (penna) pen (pronuncia: pen), (letto) bed (pronuncia: bed), (sì) yes (pronuncia: ies).
  •  La “i” si pronuncia “ai”, es. in: (diapositiva/vetrino/scivolata) slide (pronuncia: slaid).
  • Ma la “i” si pronuncia “i”, es. in: (lattina/barattolo/stagno) tin (pronuncia: tin), (esso/essa) it (pronuncia: it), (vivere) live (pronuncia: liv), (adatto/taglia) fit (pronuncia: fit), (essere seduto/sedere) sit (pronuncia: sit), (fallire/perdere/sentire la mancanza) miss (pronuncia: mis), (riempire) fill (pronuncia: fil), (nave) ship (pronuncia: scip).
  • La “o” si pronuncia “ou”, es. in: (naso) nose (pronuncia: nouz).
  •  Ma la “o” si pronuncia “o”, es. in: (cane) dog (pronuncia: dog).
  • Inoltre la “o” si pronuncia quasi “a”, es. in: company (kampani), (amore) love (pronuncia: lav).
  • La “u” si pronuncia “ju”, es. in: (università) university (pronuncia: junive(r)seti).
  • Ma la “u” si pronuncia“a”, es. in : (ma) but (pronuncia: bat), (tazza/tazzina) cup (pronuncia: kap), (divertimento) fun (pronuncia: fan), (molto) much (pronuncia: mach), (taglio/tagliato/tagliare) cut (pronuncia: kat).
  • Inoltre bisogna fare attenzione alla pronuncia di alcune vocali accoppiate tra loro o con altre lettere.
  •  “ai”e “ay” solitamente si pronunciano “ei”, es.: (fanciulla/domestica/cameriera) maid                    (pronuncia: meid), (giorno) day (pronuncia: dei).
  • In “ar”: la “a” ha suono lungo, mentre la “r” generalmente non viene pronunciata, es.:   (auto) car (pronuncia: ca(r)).
  • “al” e  “all”  vengono pronunciati “ol” e la “o” ha suono aperto, es.: (palla/pallonepallina/globo) ball (pronuncia: (bol).
  • Le vocali in “ir”, “er”, “or”, “ur” si pronunciano “o” con suono chiuso, simile a come è pronunciato “eu”in francese (si pensi a “feu/fuoco), o nel dialetto milanese (si pensi al nome dello storico, super famoso ristorante di Milano “Boeucc”, che significa: buco/osteria), mentre la “r” ha suono debole, es.: (Signore) Sir (pronuncia: se/o(r)).
  • La “ee” si pronuncia “i” con suono prolungato, es. (piedi) feet (pronuncia: fiit), (adolescente – abbr.) teen (pronuncia: tiin), (sensazione tattile/sentire al tatto) feel (fiil), (pecora) sheep (pronuncia: sciip).
  • La “oo” si pronuncia “u” es. (cibo) food (pronuncia: fud).
  •  Ma la “oo” si pronuncia “o” in door (porta) e in floor (pavimento).
  •  Invece la “oo” si pronuncia “a” in (sangue) blood (pronuncia: blad) e in (alluvione/inondazione) flood (pronuncia: flad).
  • “ea” a volte si pronuncia “i” un po’ prolungata, es.: (mangiare) eat (pronuncia: iit), (partire) leave (pronuncia: liiv), (sedile/far sedere) seat (pronuncia: siit).
  •  Mentre “ea”seguita da “r” si pronuncia “o” con suono chiuso, es.: (terra) earth (pronuncia: e/orf).
  • “au” si pronuncia “o” aperto, es.: (uditorio) audience (pronuncia: odiens).
  •  “ew” solitamente si pronuncia “iu”, es.: (pochi) few (pronuncia: fiu).
  • “ou” e “ow” si pronunciano “au”, es.: (fuori/via) out (pronuncia: aut), (uscita/sbocco/sfogo/punto vendita) outlet (pronuncia: autlet), (gufo) owl (pronuncia: aul).
  • In inglese le sillabe atone vanno articolate molto poco.

* THE ENGLISH ALPHABET – L’Alfabeto Inglese

L’alfabeto inglese è composto da 26 lettere. Le vocali sono solo 5: A, E, I, O, U. La W e la Y sono considerate semi-vocali, perché possono essere sia vocali che consonanti, a seconda della loro posizione nella parola. Le restanti 19 lettere sono le consonanti.

Tra parentesi è stato scritto come un italiano le scriverebbe sentendole pronunciare.

A        (èi)

B        (bi)

C        (si)

D        (di)

E         (i)

F         (ef)

G        (gi)

H        (éitch)

I          (ài)

J          (géi)

K         (kéi)

L          (el)

M        (em)

N         (en)

O         (ou)

P         (pi)

Q        (kiu)

R         (ar)

S          (es)

T          (ti)

U         (iu)

V          (vi)

W         (dàbliu)

X          (eks)

Y          (uài)

Z          (zed)          

  • ELENCO DI COME HO CERCATO DI RAPPRESENTARE (nella sezione Vocabulary) ALCUNI SUONI INGLESI CHE IN ITALIANO NON ESISTONO.

 Spero che questo elenco possa servire per fare avvicinare il più possibile alla pronuncia corretta di suoni e parole inglesi.

Ho usato:

– c” e g”, per ricordare di pronunciare in modo dolce le lettere C e G, come quando in italiano sono seguite da una I, o da una E.

Es.: (pesca) peach  (pic”).

        (arancia) orange (orang”). 

– (r), per ricordare di non pronunciare chiaramente o per nulla la lettera R.

Es.: (tu sei/voi siete) you are (ju a(r)).

– a/e, per ricordare di pronunciare un suono a metà tra le due vocali.

Es.: (erba) grass (gra/es).

– s* per ricordare di pronunciare la lettera S con suono aspro.

Es.: (rosa) rose (ros*).

– o” e e” per ricordare di pronunciare un suono simile a come si pronuncia EU in francese (es.: nella parola “feu” fuoco).

Es.: (infermiera) nurse (no”rs),

         (presto) early e”rli.

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